Il discorso sulla rabbia è lungo e complesso. Iniziamo con un primo post che ci servirà a mettere qualche paletto.
Innanzitutto una distinzione importante: la rabbia è un'emozione. Che poi può trasformarsi in comportamento aggressivo.
La rabbia è un'emozione che tutti provano, di solito quando qualcun' altro si comporta male con noi. Di solito, tanto più grave è il comportamento degli altri, tanto più ci arrabbiamo.
Quando qualcuno cerca di ucciderci, per esempio, siamo molto molto arrabbiati, e meno male che il passaggio all'aggressività è automatico. Così ci difendiamo e restiamo vivi.
La faccenda nasce nell'oceano, quando nell'evoluzione della vita il pesce piccolo ha iniziato non solo ad avere paura del pesce grande, ma anche ad arrabbiarsi con lui. E a cercare di fargli del male, in qualche modo.
Semplificando un po':
Ho paura perché mi vuoi mangiare, allora cerco di scappare
Ma se sono messo alle strette, mi arrabbio e cerco di farti più male possibile!
Rabbia che diventa aggressività. L'aggressività è un comportamento difensivo che ha la funzione di tenerci in vita facendo più male possibile all'aggressore.
Ma noi esseri umani ci arrabbiamo (e tanto) anche in modo sproporzionato. E questo ci porta a un'aggressività (per lo più verbale) che non serve a un tubo di niente. Anzi. Spesso complica assurdamente le cose. Spero che chi legge abbia visto Il grande Lebowski e conosca questa fantastica scena:
Ecco: questo è un film, e si ride. Ma se diventa un modo di vivere c'è solo da piangere.
Ma allora quando ci si arrabbia, cosa si deve fare? Tenere tutto dentro? Certo che no!!!
Ma rarissimamente conviene diventare aggressivi.
La teoria catartica della rabbia ("Sfogati che poi stai meglio") è una cagata pazzesca, per dirla alla Fantozzi. Per inciso l'ennesima propagandata da questo signore:
Nel prossimo post approfondiremo i pesanti limiti della teoria catartica della rabbia. Per adesso basti questo: non serve sfogarsi, serve risolvere i problemi. Quando ci sono.
Per cui ... sì:




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