Viviamo tutti nel braccio della morte, che ci piaccia o no.
Nel tempo che ci capita di vivere, possiamo divertirci di più o di meno. E questo fondamentalmente non dipende da noi. Dipende da quelle che abbiamo avuto la fortuna di imparare.
Alcune persone, per esempio, imparano una specie di matematica del piacere, per cui non cadrebbero mai in certe trappole. Hanno appreso a fare bene i calcoli.
Mi si conceda un esempio che non ha a che fare con torte al cioccolato o eroina.
Pagare le tasse. In apparenza, è un comportamento assai poco piacevole. A meno che io non abbia imparato a vedere un poco più lontano. E sappia che se io oggi pago le tasse, potrei avere molto più piacere un domani.
Perché se mi rompo una gamba, vado in ospedale e ci sono tre medici invece di uno, al pronto soccorso. E io aspetto dieci minuti e non dieci ore.
Perché faccio da esempio agli altri, a partire da eventuali figli. Con il mio comportamento costruisco la società che mi circonda. Posso portare mattoni buoni, e non mattoni di merda.
Perché se pago le tasse, divento bravo a riconoscere quelli come me. Do importanza alle cose giuste e, non è banale, magari non mi sposo con un/una delinquente che imbroglia il fisco e prima o poi imbroglierà anche me.
Perché comportarmi correttamente è qualcosa che dipende da me, nessuno me lo può levare. E' un tesoro sicuro.
Certo, non lo si ripete mai abbastanza, è questione di fortuna. Siamo ciò che impariamo.
E parliamo anche di torte al cioccolato.
Qui la matematica del piacere è semplice. Una fetta è meglio della torta intera. Ma il mio cervello non si cura del divertimento, pensa a farmi sopravvivere. Siccome veniamo da milioni di anni di fame, di fronte a una torta il comandamento è semplice: "Mangia!!!".
Ma se vogliamo essere golosi saggi, ne mangiamo una fetta sola. E non facciamo affidamento alla forza di volontà (concetto fantasioso, inutile, spesso pericoloso). Ma facciamo in modo che il comportamento ok sia in qualche modo il più probabile. Il goloso saggio modifica il suo ambiente in modo che mangiare una fetta soltanto sia l'esito finale.
Porta a casa una fetta di torta, e non la torta intera.
Coinvolge le persone che lo circondano in modo tale che gli eccessi siano fisicamente impediti da qualcun' altro. Se occorre, dice agli altri di ricorrere alle maniere forti. Tipo: "Puoi tranquillamente levarmi il piatto di mano. Hai il mio permesso! E grazie mille se lo farai!".
Coltiva tanti altri piaceri, oltre al cibo.
Sembrerà strano, ma alle elezioni cerca di votare politici che non ci considerino bestie da consumo.
Il goloso saggio sa che, di fronte a una torta intera, non si resiste. E fa di tutto per non trovarsi in quel vicolo cieco.
Il goloso saggio spesso non è astemio. Ma si dà regole chiare e precise. Ha appreso che l'alcol è un alcaloide che modifica il nostro cervello in modo da portarci ad assumere sempre altro alcol. E non vuole essere usato dall'alcol: vuole usare l'alcol. E allora, per esempio, decide di assumere alcol una volta al mese. E dice a tutti questa cosa, in modo da rendere più probabile il rispetto della regola. Modificazione dell'ambiente.
Il goloso saggio sa abitare il suo desiderio. Non si fa usare dal suo desiderio.

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